Literature In Los Angeles

MARIAFRANCESCA

In INTER-REVIEWS on February 8, 2012 at 3:25 pm

Intervista con la ballerina Mariafrancesca Garritano.


Mariafrancesca Garritano, ballerina trentatreenne conosciuta come Mary Garret, ha iniziato gli studi nella scuola del Teatro alla Scala di Milano a sedici anni per poi entrare nel corpo di ballo della compagnia ed essere recentemente promossa solista.
Nei giorni scorsi, in seguito alle contorversie suscitate dal suo libro La veritá, vi prego, sulla danza pubblicato nel 2010, il Teatro alla Scala ha terminato il loro rapporto lavorativo.

LILA: Ciao Mary. Com’é stata la tua giornata oggi?

MARY: Mi sono svegliata e sono andata a fare la lezione di danza e le prove per uno spettacolo a cui sono stata invitata come ospite, nella città di Salerno.

LILA: Da che il tuo rapporto lavorativo con il Teatro alla Scala é cessato nei giorni scorsi, hai piú praticato ballet?

MARY: Si, studio tutti i giorni; lezioni di danza classica, repertorio, passo a due e tip tap, che facevo e amavo tanto da piccola.

LILA: Respirare non é una scelta. Essere ballerina é una scelta o una mancanza di scelta?

MARY: Me lo sto continuando a chiedere anche io… prima o poi avrò la risposta!

LILA: Alla scuola di ballo della Scala sei entrata giá sedicenne. Come ci sei approdata?

MARY: Ho fatto domanda di ammissione alle audizioni, ho passato la selezione tramite una lezione di danza e, dopo un mese di prova, mi hanno confermata.

LILA: Tu sei calabrese. Io in Calabria ci andai nell’estate del 1997 per un concorso di bellezza e, venendo da Milano, rimasi scioccata. Tu che ricordo hai della Calabria, della tua infanzia e della tua famiglia?

MARY: La Calabria è una terra che ha tante risorse; i calabresi sono delle teste dure, e questo a volte può essere positivo e a volte no. Io ci ho vissuto fino a sedici anni e le cose sono tanto cambiate da quelli che erano i miei ricordi. E’ la mia terra però e sarei disposta a fare qualsiasi cosa per dare il mio contributo alla sua crescita.

LILA: Come hai vissuto il trasferimento a Milano?

MARY: All’inizio è stata dura anche se l’entusiasmo di poter realizzare un sogno non mi faceva sentire la solitudine. Sono stata sempre una sognatrice e quindi vedevo davanti a me un futuro pieno di possibilità e di nuove scommesse.

LILA: Com’é cambiata Milano in questi anni e come vedi cambiato il sud Italia?

MARY: Ecco… forse in questi anni sono stata presa solo dal mondo del balletto e solo da qualche anno ho tirato fuori la testa per vedere cosa accadeva intorno a me e… cosa scopro? Milano corre veloce per cercare di rispondere alla richiesta che aumenta perchè città turistica, città della moda, dell’arte, città dell’Expo e città multietnica. Il Sud lo vivo poco, ma vedo e so che ci sono tanti giovani che hanno sempre più idee, sempre più voglia di riscattarsi e di lottare, giovani che a volte scappano e giovani che invece vogliono tornare, per rimboccarsi le maniche.

LILA: Qual é la caratteristica spirituale che fa di Mary una ballerina?

MARY: La fiducia in ciò che sento intimamente.

LILA: Qual é la caratteristica psicologica che ti ha aiutato di piú nella tua formazione artistica e quella che ha aiutato di meno?

MARY: La testardaggine, in entrambi i casi… a volte era un motore e altre volte mi metteva i bastoni fra le ruote nell’apprendimento!!

LILA: Quella fisica che ha aiutato di piú e quella su cui invece hai dovuto lavorare di piú?

MARY: Non so cosa mi abbia aiutato perché non sono una ballerina dalle doti fisiche stravolgenti. Credo non ci sia una dote fisica che possa penalizzare una ballerina, più del proprio cervello…. Si balla perché si ha un cervello integro, ed un cuore che lo coadiuva nella massima espressione della propria arte.

LILA: Di quale balletto é il personaggio femminile che piú ti assomiglia?

MARY: Credo il personaggio di Clara ne Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, perchè rappresenta un po’ il mondo dell’adolescenza e della crescita di questa ragazza che da sognatrice diventa adulta.

LILA: Qual é il personaggio che hai amato di piú interpretare?

MARY: Il personaggio di Odette/Odile nel mio balletto preferito, Il Lago dei Cigni, che ho interpretato nella coreografia di Nureyev.

LILA: Quale quello che hai amato di meno?

MARY: Non ne ricordo uno che ho amato di meno.

LILA: Quale quello che tieni come sogno nel cassetto?

MARY: Tra i miei balletti preferiti c’è La Bella Addormentata; il ruolo di Aurora sono riuscita a danzarlo solo per un piccolo estratto nel passo a due del terzo atto. Ecco, forse quello mi sarebbe piaciuto danzarlo interamente. Ma va bene anche così; in fondo ho ballato tante bellissime cose!

LILA: Da che sentimenti é nato il tuo libro La verità, vi prego, sulla danza?

MARY: Dal desiderio di riflettere sull’importanza dell’essere umano in quanto tale, prima che sul ballerino. Perchè l’artista ad un certo punto ha il dovere morale di farsi delle domande e di vedere nel suo cuore quali sono le vere risposte.

LILA: In generale, ti piace scrivere? E leggere?

MARY: Mi è sempre piaciuto scrivere, perché sin da piccola scrivevo racconti fantastici e riflessioni sulla vita ed i suoi eventi. Leggo spesso saggi di psicologia e biografie di vari personaggi; mi piacciono tanto i libri di Zafon e sto iniziando a leggere sempre più Oriana Fallaci.

LILA: Come vivi il tuo corpo e la tua femminilitá oggi rispetto a sedici anni fá? Le difficoltá del passato le percepisci maggiormente come un danno o come uno strumento di presa di coscienza per quella che sei oggi?

MARY: Anche sedici anni fá mi percepivo come una ragazza normale e non credevo che il pensiero di dover essere magra a tutti i costi potesse diventare normale per me. Oggi vivo con la consapevolezza che qualche danno l’ho fatto, ma che prendendo in mano la situazione si può sempre migliorare. E’ quello speravo avvenisse attraverso il mio appello di sensibilizzazione.

LILA: Qui a Los Angeles ci sono in media trenta classi di ballet al giorno per adulti (etá 18-70) che vanno dal livello base a quello avanzato, includendo punte, pas de deux e variazioni. In Italia il ballet è per tutti o per una elite?

MARY: Io ultimamente studio danza in un centro che ospita chiunque; c’è anche una cara amica di settantanni che fa la lezione di fianco a me. La danza è per tutti e di tutti, è nata con l’uomo e non può esistere un discorso d’elite… certo non tutte le persone che amano la danza vogliono per forza fare la carriera dei ballerini professionisti, quindi perchè negar loro questo piacere?

LILA: E’ piú facile costruire una relazione duratura con un uomo sul palco o nella vita? E, che cosa ci vuole alla base delle stesse?

MARY: Io credo che sia facile essere se stessi in tutte le relazioni e seguire il proprio istinto. Ci vuole abnegazione e fiducia nell’altro, in entrambi i casi ognuno dei due ha un suo ruolo ben preciso e questa accettazione dell’altro dovrebbe far andare bene le cose.

LILA: Massimo Murru o Roberto Bolle? 😉

MARY: Gene Kelly ASSOLUTAMENTE! 😉

LILA: Una gravidanza é un rischio per la flessibilitá e la forza fisica e psicologica di una ballerina? E, quali sono i tuoi progetti a riguardo?

MARY: Ci sono molte mamme ballerine che hanno continuato perfettamente la loro carriera. Con attenzione e la tempistica giusta la gravidanza non toglie a nessuno la gioia della danza e della carriera. Io non ci ho ancora pensato.

LILA: Cos’hanno le ballerine russe che non hanno le italiane e viceversa?

MARY: Potrebbero esserci tante differenze o forse nessuna. Per la mia esperienza ho sempre riconosciuto nelle ballerine russe una grande preparazione tecnica che arriva sin dalla scuola e, questo, unito alla grande artisticità che caratterizza le italiane, sarebbe un connubio perfetto; ma, ciò che accomuna entrambe é la dedizione nel proprio lavoro, che vorrei potesse portare a dare un contributo alla danza, anche dal punto di vista umano, unendosi alla battaglia contro i disturbi alimentari.

LILA: Ti aspettavi il licenziamento?

MARY: Lo avevo messo in conto.

LILA: Il futuro ha piú paure o speranze?

MARY: Speranze.

LILA: Cosa e chi ti mancherá di piú del Teatro alla Scala e cosa e chi ti porterai dentro sempre e comunque?

MARY: Penso che mi porterò dentro tutto nel bene e nel male, perchè fa parte di me… non so ancora cosa mi mancherà, ma credo che chi sia veramente importante non l’ho mai perso e verrà sempre con me.

LILA: In che compagnia ti piacerebbe lavorare? In Italia o all’estero, come il destino del tuo soprannome potrebbe suggerire?

MARY: In America mi piacerebbe tantissimo! Ci ero andata vicina già in passato quando avevo ventunanni, poi decisi di restare nel mio teatro perchè credo molto nel senso della patria. Oggi chissà, mi metterò a cercare qualcosa, e vediamo se l’universo risponde!

Buona fortuna e, come dice il detto, che chiusa questa porta se ne apra davvero un’altra e, chissà, magari anche migliore!

Intervista di Liliana Isella.

Foto di Marco Brescia/La Scala.

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