Literature In Los Angeles

SHELBY

In INTER-REVIEWS on February 2, 2012 at 2:22 pm

Intervista con l’attrice Shelby Chong.

Shelby Chong é attrice, produttrice, partner artistica e moglie di Tommy Chong del duo Cheech e Chong che, a fine anni settanta, divento` un simbolo generazionale con film comici sull’uso di droghe. Attraverso riferimenti al documentario a/k/a Tommy Chong sulle vicende giudiziarie del marito sotto il governo Bush nel 2003, Shelby racconta l’incontro con lui da adolescente a Vancouver, le rivoluzioni del ‘68, il successo improvviso a Hollywood, il peso politico dell’argomento marijuana, il presente con Obama e un’unione romantica che, a tutto questo, resiste da piu` di quarantanni.

Scalza e leggerissima, sorriso alla Marilyn come le onde bionde nei lunghi capelli perfetti e un’aderente abito beige, Shelby viene ad aprire la porta della sua villa dai discreti accenti barocchi e, fra la quiete immacolata di una domenica pomeriggio nelle Pacific Palisades, ci accomodiamo con una tazza di te` nella sala a vetrate accanto alla cucina.

LILA: Nel documentario a/k/a Tommy Chong non hai bisogno di presentazioni: sei la moglie di Tommy. Ma, chi é Shelby secondo Shelby?

SHELBY: Shelby é un’attrice comica e drammatica, una mamma e una nonna che presto avra` una sua linea di moda.

LILA: Stilista? Da quando?

SHELBY: Da sempre. Io e mia sorella siamo cresciute cucendoci i nostri vestiti. E un anno fá lei ha aperto la sua attivitá in Canada. Questo vestito che indosso gliel’ho disegnato io….

LILA: L’ho notato subito….

SHELBY: I nostri sono vestiti sexy per donne mature.

LILA: Un vestito cosí andrá a ruba fra tutte le etá. Quindi tu ora porterai le creazioni di tua sorella al prossimo livello?

SHELBY: Non le sue; le mie.

LILA: Ah….

SHELBY: Lei lavora in casa con l’aiuto della figlia e una paio di macchine da cucire e vende localmente. Ho cercato di convincerla a ingrandirsi ma non vuole. Allora io inizieró ad usare i miei disegni per una mia linea qui a LA con una socia, Sharon, che lavora da anni nel settore.

LILA: Tu allora da piccola volevi fare la stilista, non l’attrice?

SHELBY: Dopo le superiori avrei voluto continuare con la scuola d’arte, ma a diciannove anni rimasi incinta di Tommy e lui era sempre via a suonare con la sua band rhythm and blues, quindi….

LILA: Era la band in cui Tommy finí a fare il musicista perché i ragazzi neri erano gli unici che non lo escludevano, essendo lui il mix fra una cameriera irlandese e un camionista cinese?

SHELBY: Si, ed é per lo stesso motivo che l’ho incontrato io.

LILA: Perché non ti piacevano i neri?

SHELBY: No, perché avevo deciso che erano gli unici a dovermi piacere!

LILA: Ma dai! Spiegami….

SHELBY: Alle superiori avevo questo fidanzatino di seconda generazione italiana, Joe Delfonzo, di cui ero innamoratissima. A sedici anni lui mi lasció perché non ero pronta per il sesso. Cosí, per ribellarmi al dolore del cuore spezzato, decisi di fare scandalo e uscire solo con ragazzi neri.

LILA: Chi fu il primo?

SHELBY: Nessuno. I ragazzi neri a Vancouver erano forse sei e, per trovarne uno, io e mia sorella decidemmo di andare a vedere la band di Tommy. Ma non per lui – per gli altri tre che erano neri!

LILA: Emarginato persino dalla futura moglie, Tommy…

SHELBY: … dopo il concerto cercai di avvicinarmi ad uno dei tre ragazzi, ma Tommy mi fermó come un falco. E a quel tempo era persino sposato.

LILA: Relazione clandestina quindi?

SHELBY: No, amicizia per tre anni.

LILA: E come si trasformó in qualcosa di piú?

SHELBY: Rimasi incinta.

LILA: Quindi avevate una relazione clandestina!

SHELBY: No, ero vergine. Rimasi incinta con la mia prima volta in assoluto.

LILA: E la moglie?

SHELBY: Maxine e le loro due bambine si traferirono a Los Angeles.

LILA: E per seguirle siete venuti qui anche voi?

SHELBY: La prima volta ci venimmo per vivere da hippie come nel nostro film preferito del ’68, I Love You, Alice B. Toklas! Io e Tommy guidammo un camioncino da Vancouver fino a Venice Beach con Precious, la nostra bimba di tre mesi. Una volta a Venice peró ci guardammo intorno e gli unici hippie eravamo noi! Cosí facemmo marcia indietro. Poco piú tardi tornammo per sei mesi e Tommy provó a fare lo scrittore, ma non successe nulla.

LILA: Non c’é due senza tre…

SHELBY: La terza fu quando Tommy e Cheech (Cheech e Chong) decisero di tentare la fortuna a Hollywood. Questa volta partirono solo loro due.

LILA: Come si conobbero?

SHELBY: Cheech era un garzone di Vancouver che trasportava tappeti. Un amico comune ce lo presentó per la compagnia del club che Tommy gestiva col fratello, dopo che fu licenziato dalla band. I comici si esibivano con ragazze che ballavano in topless, cosa che al tempo faceva scalpore. Da subito Tommy e Cheech fecero coppia fissa sul palco.

LILA: Quando loro due partirono, per quanto sei rimasta a Vancouver da sola con la bambina?

SHELBY: Poco, ma rischiai di rimanerci per sempre.

LILA: Perchè?

SHELBY: Andai a trovare Tommy a Los Angeles dopo qualche mese e scoprii che viveva con la ex moglie.

LILA: Nooooooooooooooo….

Proprio in questo momento, Tommy fa capolino in cucina. Diventiamo rosse e fra ridolini vari non riusciamo piú a parlare. Mentre si versa un po` di latte e cereali, approfitto per complimentarmi sulla casa. Ma lui ribatte: “Questa non é casa mia. E` casa di Shelby. Io vivo nel sottoscala.”
E, fra le nostre urla divertite, ritorna un po` ricurvo verso la sua tana.

LILA: Come ti sei sentita quando lo hai beccato con la ex moglie?

SHELBY: A quel punto non mi interessava piú. Io guadagnavo bene al club, avevo la mia bambina ed ero determinata a studiare e avere una carriera.

LILA: Nulla a che vedere col cuore spezzato ai tempi di Joe Delfonzo….

SHELBY: Esatto. Ormai la rivoluzione femminile aveva preso piede e io ero una di loro al cento per cento.

LILA: Quindi vi siete separati?

SHELBY: No, Tommy mi ha scongiurato di rimanere qui con lui a LA. Disse che con la moglie viveva solo come coinquilino per non ferire i sentimenti di nessuno.

LILA: E iniziaste a girare i film da subito?

SHELBY: Prima dieci anni di spettacoli dal vivo. Il primo film fu Up in Smoke nel 1978, diretto da Lou Adler.
Io nel film non ci sono ne tantomeno lo produssi; so solo che quando Cheech e Chong lo girarono vivevamo in un monolocale in tre – io, Tommy e la bimba – e, un paio di mesi dopo, ci eravamo trasferiti in una mansion a Malibu con cavalli, vista oceano e una vita sproporzionata.

LILA: Eravate giovani. Il successo non vi ha diviso?

SHELBY: No, perché non fu quello ad unirci. Noi eravamo felici anche nel monolocale.

LILA: Che cos’é ad unirvi, allora?

SHELBY: Lo spirito ribelle. Noi siamo quelli che hanno guidato dal Canada fino a Venice Beach per vivere da hippie come
nel loro film preferito. Siamo quelli che non si sono mai sposati – se non recentemente -perché io non credo nel matrimonio. Siamo quelli che hanno fatto successo con dei film sull’uso di droghe che prendono in giro quello che eravamo e come vivevamo.

LILA: E chi eravate?

SHELBY: Gli stessi che siamo oggi. Quelli che vivono come vogliono. Secondo le nostre regole, non quelle degli altri.

LILA: Forse é propio questo che l’America non vi ha perdonato: avete fatto sempre troppo di testa vostra.

SHELBY: Esatto. Il governo Bush ha deciso di incastrare Tommy proprio per dimostrare alla gente che, se si é troppo a favore della libertá, la libertá te la tolgono.

LILA: Spieghiamo cosa é successo. Poco dopo l’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001, il procuratore generale John Ashcroft promise che il governo degli Stati Uniti sarebbe stato in grado di combattere il terrorismo e i traffici di droga. Per il fronte droga fece partire un’operazione chiamata Operation Pipe Dreams (Operazione Sogni di Pipe) che costó ai contribuenti dodici milioni di dollari e di cui il maggiore arresto di fu tuo marito Tommy, un attore comico. Ci spieghi tu il resto?

SHELBY: Nostro figlio Paris aveva aperto una fabbrica che produceva pipe e gadget legati ai film di Cheech e Chong. Per aprire il business io firmai un assegno con cui investii un milione di dollari. L’azienda era legale, aveva una ventina di operai e pagava le tasse. L’unico veto che avevamo era di non spedire le pipe in Pennsylvania e in Iowa, dove sono illegali.

LILA: E l’avete infranto?

SHELBY: Fu una trappola. Per otto mesi un ragazzo continuó a chiamare chiedendo di spedirgli un ordine in Pennsylvania. Per otto mesi gli fu negato. Allora disse che sarebbe venuto a fare l’ordine di persona in California.

LILA: Precisiamo una cosa: l’ordine si limitava a quello che producevate, pipe e gadget. Questo ordine non ha mai incluso droghe di alcun tipo, vero?

SHELBY: Corretto. Ne tantomeno gli ordini precedenti o seguenti. Questo ragazzo arriva in fabbrica e, nell’ordine, include pezzi non disponibili al momento. Paga il tutto e promette di tornare a prenderlo di persona quando é pronto. La settimana dopo peró chiama inventando una scusa che lo paralizza in Pennsylvania e supplica di fare un’eccezione e spedirgli l’ordine, visto che lo ha giá pagato. Lo staff ci casca e finalmente i federali ottengono quello che cercano da mesi: un motivo per attaccare Tommy.

LILA: Ma, se di fatto l’assegno per aprire la fabbrica lo avevi firmato tu e la fabbrica la dirigeva tuo figlio Paris, com’é che a finire in galera fu Tommy?

SHELBY: Perché Tommy era quello famoso, la faccia di quella libertá che volevano piegare. Il procuratore distrettuale della Pennsylvania incaricato di seguire il caso, Mary Beth Buchanan, propose un patto pre-processuale ai nostri avvocati: Tommy in cambio di me e nostro figlio.

LILA: E Tommy accettó?

SHELBY: All’istante. Non volle aspettare il processo, dove teoricamente avremmo anche potuto vincere e uscirne innocenti, perché non voleva dare modo ai federali di premeditare nuove trappole pur di ottenere quello che John Ashcroft gli aveva ordinato: la sua faccia dietro le sbarre.

LILA: Ma, quanta droga davvero c’é nella vostra vita, al di lá dei vostri film?

SHELBY: Tommy fuma marijuana.

LILA: Ma a me non sembrava stonato quando prima é entrato in cucina.

SHELBY: Fuma ricreazionalmente.

LILA: E tu?

SHELBY: A me la marijuana rende stanca e affamata, quindi la lascio stare e preferisco bere un bicchiere di vino a tavola con amici.

LILA: E i vostri figli?

SHELBY: Nostra figlia Precious e le due figlie del precedente matrimonio di Tommy non fumano. Noi abbiamo sempre spiegato i pro e i contro di tutte le cose, lasciando poi a loro la libertá di decidere chi essere e cosa fare.

LILA: Precious é l’unica che fa l’attrice e ha un suo spettacolo comico. Tuo figlio Paris ha invece dovuto cambiare carriera dopo che vi hanno fatto chiudere la fabbrica?

SHELBY: Ha aperto un business intorno al surf a Bali ed é diventato anche il nostro manager.

LILA: E i venti operai che lavoravano alla fabbrica?

SHELBY: Hanno perso il lavoro. Dopo che siamo cascati nella spedizione/trappola in Pennsylvania, i federali fecero due raid spettacolari nel mezzo della notte: uno qui a casa nostra e uno in fabbrica: quaranticinque agenti speciali, altrettanti cani e due elicotteri. Uno spavento che non ti dico. Tutto per farci sembrare dei criminali, quando avrebbero potuto semplicemente bussare alla porta e avremmo aperto.

LILA: A proposito, come vedi il cambiamento che Obama aveva promesso a favore delle classi lavoratrici?

SHELBY: Obama nel suo primo anno come presidente aveva la possibilitá di attuare in termini di leggi e riforme quello che aveva promesso, ma non lo ha fatto. Non ha nemmeno legalizzato la marijuana come aveva anticipato; ha persino investito soldi pubblici per perseguitare chi é coinvolto nella sua legalizzazione, cosa che prima rimproverava ai repubblicani.

LILA: Obama non ha ancora regolarizzato con l’amnistia di cui parlava i milioni di immigrati illegali che lavorano nel paese. Tu e Tommy, canadesi, come avete ottenuto la green card (permesso di soggiorno)?

SHELBY: Tommy tramite la casa discografica della band con cui suonava e io la ottenni dopo che partorii Paris sul suolo americano. Al tempo davano la cittadinanza sia alla madre che al neonato. Oggigiorno solo al figlio.

LILA: Il mese scorso Obama ha fatto passare una legge che permette di arrestare senza processo chiunque sia solo sospettato di terrorismo. Io e te, come chiunque altro, possiamo finire in galera con un solo pettegolezzo. A tal riguardo, com’é andata quando Tommy era in prigione?

SHELBY: In quel periodo mio figlio mi suggerí di usare una casetta che avevo comprato anni prima a Vancouver, di cui il valore era appena salito, per ottenere una linea di credito da investire in altri immobili. Cosí feci, per provare a me stessa che ero in grado di provvedere alla mia famiglia anche da sola. Per nove mesi tornai a Los Angeles a trovare Tommy in carcere una volta a settimana (il massimo concesso) e poi rivolavo a Vancouver a occuparmi degli immobili da sfruttare.

LILA: E, dopo il carcere, com’é ripresa la vostra vita insieme?

SHELBY: Abbiamo ricominciato il tour di Cheech e Chong nei teatri. Poi a fine mese andremo a Washington alla fiera dei network televisivi con una casa di produzione che presenterá il progetto di un reality show a casa nostra. Non un reality stupido, ma qualcosa che metta in luce anche il nostro impegno sociale.

LILA: Per la legalizzazione della marijuana?

SHELBY: Per coinvolgere i ragazzi di tutte le minorie etniche dei ghetti di Los Angeles in attivitá inerenti alla danza che indirizzino la loro adrenalina verso qualcosa di divertente, artistico e di gruppo, in alternativa alla guerriglia fra gang. Di questo progetto si occupa Beyond the Bell, un reparto del LAUSD (Distretto Unificato delle Scuole di Los Angeles). Io e Tommy prendiamo lezioni di salsa insieme e abbiamo anche girato un spot.

LILA: Mi chiedevo come mai il documentario a/k/a Tommy Chong, davvero bellissimo, non abbia mai raggiunto i network principali o i cinema. E` per il sequestro delle copie che Mary Beth Buchanan ha fatto eseguire nel 2008 dopo la sua presentazione ai festival?

SHELBY: Il sequestro ci fu, ma non fu lei la responsabile della mancata distribuzione. Svariate case di produzione fecero delle offerte ma, a Josh (Gilbert, il regista), non ne andava bene una, nemmeno le piú vantaggiose per la sua carriera. Sai, alcuni registi sono attaccati al loro documentario come ad un figlio che non lasciano andare da nessuna parte.

LILA: Ecco, un’altra categoria di teste calde. Sai cosa ti dico? Inizia a fondersi il cervello anche a me. Cioé, piú del normale.

Ridiamo e chiudiamo la chiacchierata. Grazie Shelby.

Mentre guido verso casa, peró, mi sorge una domanda: perché, dopo tanti anni insieme a Tommy senza mai volerlo sposare, recentemente ha cambiato idea?
Boh. Qui si accettano scommesse.

Intervista di Liliana Isella.

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